BENEFICI DEL MASSAGGIO PINDASWEDA

Il massaggio Pindasweda è un trattamento ayurvedico che si lo esegue con dei sacchetti contenenti erbe medicinali e oli essenziali imbevuti nell’olio caldo. Questa pratica di origine indiana, che significa letteralmente “aiutare il corpo a sudare”, sfrutta proprio l’azione benefica del calore. Infatti l’olio caldo, oltre ad alleviare le tensioni muscolari, permette alle erbe contenute nel fagottino (detto anche tampone o bolo) di liberare i loro principi attivi e agire sul corpo. Nel caso in cui si utilizzino erbe aromatiche, il trattamento sarà arricchito dagli effetti rilassanti dell’aromaterapia. Il rivestimento del sacchetto, per svolgere al meglio la sua funzione, deve essere di una fibra naturale (seta o cotone), preferibilmente morbida. Questo perché una superficie ruvida potrebbe dar fastidio durante gli sfregamenti. Le erbe che andranno all’interno del bolo invece, dovranno essere spezzettate, ben essiccate e in seguito imbevute nell’olio caldo.

Benefici

Questo trattamento solitamente è consigliato in caso di affaticamentodolori articolari e muscolatura contratta. Questo perché il calore dell’olio caldo ha la capacità di rilassare il muscolo contratto e di svolgere una funzione analgesica, alleviando così la sensazione di dolore. Inoltre, permettendo ai principi attivi delle erbe contenute nel bolo di entrare in azione, estende i benefici del massaggio Pindasweda anche ad altre patologie. Per questo motivo, è molto utile contro artritireumatismiartrosi e dolori cervicali.
Un’altra caratteristica molto importante di questo massaggio è la sudorazione. Quest’ultima infatti, favorisce l’eliminazione delle tossine e delle impurità della pelle, rendendola più tonica e luminosa.
Un altro effetto di questo massaggio è contrastare il gonfiore e migliorare la circolazione sanguigna e quella linfatica, risultando così anche un ottimo rimedio per combattere la cellulite.

I SEGNI DEL NOSTRO STATO DI SALUTE: LA COPPETTAZIONE

Le persone che non hanno familiarità con il trattamento della Coppettazione spesso non interpretano correttamente i segni lasciati dalle sessioni di questa antica tecnica. Molti quando vedono questi segni credono che siano dovuti a contusioni sportive o urti di altro tipo o che siano semplicemente di lividi.

Al contrario, questi sono segni di un antico processo di guarigione usato per aiutare il corpo

La Coppettazione, al contrario di un normale massaggio preme ed esercita una forza di compressione o frizione sulle zone del corpo, utilizzata la forza di aspirazione (di una pompa manuale o automatica) per sollevare delicatamente i tessuti. E questo, a rigor di logica, non può ovviamente produrre lo stesso effetto di una pressione o di un urto.

E i segni tondi, allora? Be’, quelli non sono altro che una fotografia di quello che si è smosso durante il trattamento e che “viene a galla” a livello di cute, permettendo all’operatore una lettura della situazione sottostante.A seconda delle condizioni di salute, della circolazione sanguigna e dell’intensità dell’infiammazione presente nel tessuto trattato, il risultato finale può variare notevolmente. La gamma di colore può, infatti, andare da un rosa pallido a un viola scuro tendente al nero e fornisce importanti informazioni sulla gravità del problema da affrontare e sul protocollo terapeutico da adottare per risolverlo.

Tendenzialmente, più scuro è il segno, più profondo è il bisogno di intervento e di guarigione. Di conseguenza, più numerosi e più frequenti saranno le sedute, almeno nella fase iniziale, per andare poi via via a diminuire e a dilatarsi nel tempo, man mano che la terapia dà segni di miglioramento.

OSTEOPATIA PER LA SALUTE

L’Osteopatia si occupa principalmente dei problemi strutturali e meccanici di tipo muscolo-scheletrico a cui possono però associarsi delle alterazioni funzionali degli organi e visceri e del sistema cranio sacrale.

Poiché in Osteopatia si ha una visione olistica del corpo umano, è valida anche l’idea contraria: un problema funzionale organico-viscerale può provocare dei dolori di tipo muscolo-scheletrico.

L’Osteopatia, grazie proprio ai principi su cui si basa, interviene su persone di tutte le età, dal neonato all’anziano, alla donna in gravidanza.

Si rivela efficace nel trattamento di diversi disturbi che spesso affliggono l’individuo impedendogli di poter condurre una vita serena, disturbi come:

cervicalgie
lombalgie
sciatalgie
artrosi
discopatie
cefalee
dolori articolari e muscolari da traumi
alterazioni dell’equilibrio
nevralgie
stanchezza cronica
affezioni congestizie come otiti e sinusiti
disturbi ginecologici e digestivi

COS’È LA PROTRUSIONE DISCALE

Oggi parleremo di una patologia che affligge una larga parte della popolazione, che si manifesta solitamente con l’età e che può essere più o meno grave e causare sintomi più o meno severi:
LA PROTRUSIONE DISCALE, spesso preludio alla vera e propria ernia del disco.
La colonna vertebrale, vero e proprio asse portante del nostro corpo, è costituita da 33-34 ossa impilate una sull’altra, le vertebre, ognuna delle quali è costituita da tre parti fondamentali:
• Un corpo situato in posizione anteriore.
• Un arco a forma di ferro di cavallo situato nella parte posteriore.
• Un foro vertebrale che, insieme a quelli delle altre vertebre va a formare il cosiddetto canale spinale dove passa il delicatissimo midollo.
Le vertebre non poggiano direttamente una sull’altra, ma sono inframezzate da dischi fibrocartilaginei che fungono da cuscinetti il cui scopo è quello di assorbire i carichi e le sollecitazioni cui è sottoposta la colonna.
Questi cuscinetti, chiamati dischi intervertebrali, sono costituiti da:
• Un rivestimento cartilagineo esterno, detto anello fibroso.
• Un nucleo polposo interno.
La protrusione discale non è altro che una deformazione dello strato cartilagineo esterno del disco, che tende a schiacciarsi e a sporgere dalla sua sede naturale. Si differenzia dalla vera e propria ernia, perché in quest’ultimo caso il rivestimento esterno del disco si rompe ed il nucleo polposo fuoriesce.
La protrusione discale può essere più o meno pronunciata e più o meno sintomatica, ma in molti casi può preludere ad un’ernia: per questo motivo è molto importante diagnosticarla e curarla per tempo.
La protrusione discale, che nella stragrande maggioranza dei casi colpisce il tratto cervicale e lombare della colonna (quelli sottoposti a maggiori sollecitazioni), è solitamente conseguenza del naturale processo di invecchiamento, che causa una degenerazione dei dischi, i quali tendono a perdere la loro naturale componente acquosa, diventando più fragili e meno elastici.
In caso di protrusione cervicale, il soggetto avvertirà dolore al collo, mal di testa, dolore alla spalla ed al braccio, intorpidimento al viso o alle mani, mentre in caso di protrusione lombare, il dolore si irradierà dalla parte bassa della schiena fino alla gamba (sciatalgia dovuta a compressione del nervo sciatico) che potrà essere intorpidita e manifestare un netto calo della forza muscolare.

IL MASSAGGIO DECONTRATTURANTE,COME È QUANDO.

Il massaggio decontratturante ha la funzione di sciogliere le contratture muscolari che si possono avere a causa di movimenti scorretti o di sforzi fisici, magari dopo un allenamento intenso.

Lucio T. Massofisioterapista e Massaggiatore Sportivo

Cos’è una contrattura

D.ssa F. I. Massofisioterapista

Prima del massaggio capiamo cos’è la contrattura muscolare. Si tratta di una contrazione involontaria e dolorosa di uno o più muscoli, che diventano rigidi. Inoltre, il tono muscolare aumenta abbastanza da poterlo percepire al tatto.

Le cause possono essere diverse:

  • problemi articolari, squilibri posturali e muscolari
  • sollecitazioni eccessive, movimenti bruschi e violenti
  • mancanza di riscaldamento adeguato, per chi pratica sport
  • sforzo eccessivo senza preparazione fisica idonea

La contrattura non causa alcuna lesione anatomica alle fibre muscolare. Non è grave ed facilmente rimediabile.
Le zone più colpite sono solitamente la parte lombare e la schiena, ma anche muscoli delle gambe, glutei e braccia.

Chi soffre di contratture

La contrattura non è un dolore riservato agli sportivi, può capitare a chiunque di soffrirne.

Può arrivare a chi siede in modo scorretto alla scrivania, a chi tiene posture sbagliate durante la vita quotidiana, a chi fa sforzi inusuali. Tutti questi possono portare all’insorgere di dolori muscolari.

Cos’è il massaggio decontratturante

Il massaggio decontratturante vero e porprio consiste in un massaggio mirato sulle zone doloroanti e sui muscoli contratti, per rilassare ed eliminare gli spasmi.

Si tratta di un massaggio effettuato a scopo terapeutico per ridurre gli stati dolorosi, ma può essere consigliato anche per alleviare stress e tensione generale. È infatti rilassante e favorisce il benessere della parte tesa.

Agisce in vari modi:

  • allenta la tensione e gli spasmi muscolari
  • scioglie i nodi muscolari
  • ripristina l’equilibrio del corpo
  • abbassa la pressione
  • incrementa l’apporto di ossigeno ai muscoli

TRATTAMENTO CRYOLIPOSCULPT

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CISTITE E RIFLESSOLOGIA PLANTARE

A volte capita che arrivi in studio una persona che ci racconta di sentire un peso nella parte inferiore dell’addome, oppure un dolore diffuso nella zona intestinale e ancora: stitichezza, sindrome del colon irritabile, ma anche ansia, agitazione, paura prima e durante gli avvenimenti della giornata.

Lettura dei piedi e prevenzione
Tali sintomi non sono così specifici per riuscire ad identificare con facilità che la causa potrebbe essere l’inizio di una cistite, anche perché la persona, non necessariamente avverte bruciore durante la minzione, ma…. ecco che, guardando i piedi, ci capita di vedere che l’area riflessa della vescica comincia a manifestare segni molto chiari, per noi riflessologi, che preannunciano l’arrivo di una probabile infezione in loco.

Per esempio, se questa area presenta rughe o piccoli solchi ma ben evidenti, questo sta a significare che c’è uno stato di debolezza, terreno fertile per ospitare batteri o quant’altro. Dopo aver guardato con molta attenzione questi segni, si comincia a massaggiare tutta la zona riflessa della vescica e, il riflessologo potrebbe percepirla o particolarmente dura o viceversa prolassata e questo è un chiaro segno che deve essere sostenuta e curata, anche con il massaggio, al fine di evitare un eventuale prossimo processo infettivo.

Alcune cause della cistite rilevabili guardando i piedi
Causa 1 – L’origine di questo fastidioso disagio è spesso riferito ad un intestino che non funziona bene. La stitichezza crea stati infiammatori che possono provocare l’insorgere di batteri ed, essendo l’intestino un viscere molto vicino alla vescica, glieli può trasmettere ad esempio per via linfatica.Lassativi, alimentazione scorretta, cibi molto speziati, sono alcuni nemici della vescica.

In questo caso, riflessologicamente sui piedi, possiamo intervenire massaggiando sia tutta l’area dell’intestino tenue, che quella del colon al fine di far recuperare la naturale mobilità di questi visceri e riportarli al loro importantissimo lavoro di “pulizia” in modo normale, senza dover più ricorrere a farmaci che li stimolino forzatamente per ottenere il normale movimento peristaltico necessario per la loro corretta funzionalità. Così facendo il fuoco intestinale si spegne e anche la cistite può risolversi.

Causa 2 – I reni possono funzionare in modo scorretto per motivi vari: calcoli, renella, cisti ecc…. Queste condizioni possono provocare un attacco alla vescia (cistite) o all’uretra (uretrite). In questi casi il lavoro del riflessologo è più complicato poiché, invece di trattare organi vuoti, detti visceri, più facili da aiutare, deve cominciare a massaggiare un organo pieno: “il rene”, dove la sofferenza potrebbe già essere una patologia più invasiva e profonda.

Che fare? Bisogna massaggiare in modo lento e profondo le zone riflesse sia dei reni che dell’uretere fino alla vescica, con l’intenzione di portar fuori quello che ristagna nell’organo(rene) o nel viscere (vescica) al fine di liberare l’apparato urogenitale, almeno dal processo infiammatorio acuto.

Causa 3 – L’ansia, l’agitazione, lo stress continuativo di una vita sottopressione sono sofferenze emozionali che spesso colpiscono la vescica: viscere che ha il compito di rilasciare l’urina a momenti alterni dopo che si è riempita completamente. Ma è risaputo che quando ci troviamo in una situazione di preoccupazione continua o di paura, il bisogno impellente di urinare si fa sempre più frequente e a volte difficile da trattenere.

In tale situazione l’eccessivo lavoro a cui viene sottoposta la vescia può provocare stati infiammatori al suo interno e di conseguenza forti bruciori durante la minzione. Il riflessologo può essere di grande aiuto lavorando dapprima tutte le dita dei piedi, che riflettono il sistema nervoso, al fine di quietarlo e calmare di conseguenza la persona, che si sentirà più rilassata.

Successivamente massaggerà l’area riflessa della vescica in modo lento e profondo per renderla più tonica e più resistente alla necessità, quasi continua, di espellere l’urina. Questo modo di procedere nel trattamento è molto efficace nel senso che, metaforicamente, è come “buttare acqua sul fuoco per spegnerlo”.

Queste sono alcune modalità di intervento che la riflessologia del piede offre a sostegno e spesso risoluzione di una sofferenza che provoca un fastidiosissimo disagio che, a volte, può limitare la qualità della vita nella nostra quotidianità.

TRATTAMENTO BIO NEEDLING ANTI INVECCHIAMENTO

“Questo trattamento non invasivo studiato per le pelli giovani e più mature, stimola la produzione di collagene grazie alla combinazione del macchinario estetico con applicatori picchiettanti e la potenza degli attivi dei sieri combinati
Il concetto è simile a quello del needling ma nel BN l’invasività è notevolmente ridotta. I risultati invece non si sono ridotti, anzi!

Il needling è una tecnica di recente introduzione originale e innovativa con la quale è possibile trattare gli inestetismi della cute del volto e di altri distretti corporei. Si ottengono miglioramenti della luminosità e della compattezza cutanea oltre ad una diminuzione delle macchie di tutto il volto, delle piccole rughe delle guance, della regione perilabiale e delle cicatrici da acne. Tale metodica prevede l’utilizzo di uno speciale dispositivo (DERMAROLLER o ROLL-CIT) costituito da un perno su cui è fissato un rullo dotato di sottili aghi di acciaio.

La lunghezza degli aghi diversifica il trattamento in COSMETICO (0,5 mm), MEDICO (1,5 mm) e CHIRURGICO (3mm), tutti con le stesso intento ma con protocolli, impegno del paziente e risultati molto diversi. Questi numerosi piccoli aghi infatti, di una lunghezza variabile da 0,5 a 3 mm, creano sulla cute dei microfori che determinano un microtrama, si liberano nella pelle i fattori della coagulazione e molte citochine proinfiammatorie che inducono una reazione di richiamo cellulare, di riparazione e di formazione di nuovo collagene a livello del derma.

NEEDLING COSMETICO

Gli studi fatti, hanno dimostrato, a livello mondiale, l’efficacia dell’applicazione di creme a base di prodotti freschissimi con elevati dosaggi di Vitamina A e C, oltre che di agenti in grado di facilitare la penetrazione cutanea. E’ stato inoltre verificato che la sintesi di collagene a livello dermico è proporzionale alle quantità di Vitamina A e C che riescono a raggiungere questo strato cutaneo. Quindi attraverso una maggiore penetrazione cutanea le Vitamine possono sicuramente apportare maggiormente i loro benefici.

Lo strato corneo cutaneo costituisce una barriera alla penetrazione in profondità a livello del derma delle creme applicate sulla pelle, in quanto solo piccole quantità di prodotto riescono ad oltrepassarlo e lo strato corneo secco costituisce un ulteriore ostacolo alla penetrazione dermica.

Il needling COSMETICO è utile proprio per migliorare la penetrabilità della barriera cutanea.

L’impiego di aghi microscopici, passati sull’epidermide, crea infatti dei micro-solchi nello strato corneo, grazie ai quali la penetrazione di molecole di grosse dimensioni può essere aumentata di ben 10.000 volte. Gli aghi utilizzati in questo caso sono molto corti (0,5 mm) quindi, oltre a non danneggiare gli strati cutanei sottostanti non provoca dolore essendo, gli strati più superficiali dell’epidermide privi di terminazioni nervose.

Il trattamento può essere effettuato su tutte le aree di pelle che devono essere tonificate e ricompattate quindi viso, collo, braccia, addome, natiche, cosce e anche sulle smagliature.

I microscopici fori generati dal rullino sono invisibili ma si richiudono in 24 ore. E’ consigliabile ripetere il trattamento 2-7 volte a settimana in quanto i risultati in termini di ripristino della compattezza cutanea nelle prime fasi dell’invecchiamento, riduzione delle rughe sottili e dell’aspetto delle cicatrici, sono proporzionali al numero di applicazioni.

Gli indiscutibili vantaggi legati all’utilizzo domiciliare di questo semplice presidio sono molteplici. Innanzitutto il trattamento non è doloroso e non danneggia la pelle anzi, se utilizzato regolarmente può far diventare la pelle più spessa e tonica dopo solo 10- 12 settimane e, nel caso sia stato eseguito precedentemente un needling medico potenzia e massimizza gli effetti del trattamento ambulatoriale.

NEEDLING MEDICO

Il trattamento MEDICO, che si esegue in ambulatorio, potrebbe essere un po’ doloroso pertanto sulla zona da trattare viene applicata, un’ora prima della seduta, una crema anestetica in occlusione. Vengono consigliate 3-4 sedute distanziate tra loro da almeno 45-60 giorni per avere il tempo di una risposta cutanea senza stressare la pelle.

E’ consigliabile associare alla seduta ambulatoriale il trattamento con needling COSMETICO domiciliare. Da solo, o a maggior ragione supportato dal trattamento domiciliare, questo ambulatoriale conduce ad un netto miglioramento del tono della pelle in quanto questa si ispessisce.

Gli effetti collaterali sono l’eritema e più raramente un microsanguinamento e quindi piccole ecchimosi soprattutto sul volto. Il rossore dopo il trattamento in media dura 2-5 giorni.

DISTURBI TEMPORO-MANDIBOLARI

Molto spesso sono presenti tre sintomi principali:

  • dolore alla mandibola o ai muscoli con cui si mastica
  • limitazione dei movimenti mandibolari
  • rumori dell’articolazione, come un click quando si apre o si chiude la bocca.

Possono essere presenti anche altri sintomi come mal di testa, dolori alla faccia, dolori cervicali vertigini.

Questi disturbi trovano grande indicazione al trattamento osteopatico, in quanto molto spesso hanno un’origine più generale nel corpo del paziente. In particolare, la mandibola può risentire di tensioni muscolo-fasciali provenienti da tutti i distretti corporei, che correttamente individuate durante una visita osteopatica, possono portare alla guarigione.

I disturbi mandibolari possono più facilmente presentarsi quando ci sono alcuni di questi fattori di rischio:

  • serramento: stringere i denti crea un afficamento muscolare cronico
  • bruxismo: digrignare i denti, specie di notte
  • traumi diretti sulla mandibola: specie in alcuni sport
  • traumi indiretti: come un colpo di frusta
  • stress, ansia e somatizzazione: associati al bruxismo aggravano la sintomatologia
  • squilibri posturali

Molto spesso, più che i traumi diretti o indiretti, tutte le condizioni legate a fattori biopsicosociali (ansia, stress, depressione, somatizzazione) sono i fattori di rischio più conclamati per i disturbi mandibolari.

All’interno dei disturbi mandibolari possiamo avere:

  • disordini articolari
  • disordini muscolari

I disordini articolari, a loro volta, possono essere divisi in:

  • disturbi mandibolari articolari riducibili: sono i più frequenti, in cui si sente un click sia in apertura che in chiusura della bocca.
  • disturbi mandibolari articolari non riducibili: limitazione dell’apertura della bocca e a volte anche inclinazione della mandibola da un lato.
  • disturbi mandibolari infiammatori-degenerativi: problematiche che possono colpire la capsula articolare della mandibola con artrosi o infiammazioni. Sono risolvibili con la collaborazione tra odontoiatra e osteopata.

I disordini muscolari si dividono in:

  • mialgia locale: dolore e dolorabilità ai muscoli della mandibola durante la masticazione. Spesso lo stress favorisce il serramento e il digrignamento, che a lungo andare porta ad affaticamento dei muscoli masticatori.
  • dolore miofasciale: dolore localizzato, anche senza masticare, associato ad alcune zone più rigide dei muscoli masticatori. Anche questo può essere associato a bruxismo.